“La prova di forza del presidente del Consiglio Davide Boni ci ha portato a decidere di lasciare l’aula perché le regole valgono per tutti e il loro rispetto è fondamentale in democrazia”. Questo il motivo per cui l’UDC ieri sera ha deciso di uscire dall’aula durante la votazione del PDL 66.
“Noi siamo più che favorevoli al quoziente famigliare che da sempre fa parte del nostro modo di pensare – spiega Enrico Marcora – ma ciò di cui si parla in questa legge è tutt’altra cosa.
A nostro parere non è una razionalizzazione dei costi ma una precisa scelta politica dettata dalla maggioranza Pdl-Lega che porterà ad un aumento dei costi per le famiglie lombarde per oltre 61 Milioni di Euro.”
Oltre ai costi l’UDC contesta anche i tempi, la confusione tra costo sanitario e sociale, la deformazione della legge 109 e l’abbandono della presa in carico da parte di Regione Lombardia.
“La proposta di modifica – spiega Marcora – non distingue chiaramente tra componente sanitaria e sociale, per esempio, un anziano o un disabile malato terminale continua ad essere a carico di una quota sociale o diviene un paziente a tutti gli effetti a carico del sistema sanitario?
Con il decreto 109 si era fatta una conquista significativa per i disabili gravi e per gli anziani non autosufficienti.
“Noi – conclude il centrista – siamo dell’idea che debba essere l’Ente pubblico a farsi carico della persona in difficoltà, con questo pdl, invece, lo si vuole relegare ad una funzione strettamente economica.”
Il testo dell’intervento del consigliere Marcora
La Repubblica 16.02.2012 – "Sì al fattore famiglia nel welfare lombardo"



