enricomarcora.com Enrico Marcora - Consigliere Regionale Lombardia - UDC

CONSIGLIO REGIONALE – (Seduta del 22/06/2010 Arg. n. 3 – ODG – Dibattito sulla manovra economico-finanziaria).

MARCORA Enrico

Illustre Presidente, cari Colleghi, illustri Sindaci presenti tra il pubblico, concordo anch’io nel dire che la manovra finanziaria così prospettata incide in senso negativo sulla possibilità di attuare il federalismo fiscale. Le risorse che servono per finanziare le competenze regionali, infatti, risultano sostanzialmente azzerate, per la precisione inserite all’articolo 14, comma 2, per il quale il federalismo fiscale non ha l’adeguata copertura finanziaria.
La manovra penalizza in misura rilevante Regioni ed Enti locali, a cui si impone oltre il 60 per cento della riduzione di spesa. Per la nostra Regione ritengo assolutamente un fatto inaccettabile.
L’impatto della manovra mette a rischio molte delle funzioni strutturali: il taglio di 637 milioni di euro nel 2011 e di 707 nel 2012 che non incide assolutamente sui costi burocratici, ma direttamente sulle risorse per la fornitura di servizi e di contributi.
In quest’ottica ritengo che tutti noi abbiamo la consapevolezza della necessità di procedere alla razionalizzazione delle Autonomie locali, andando alla ricerca di tutte quelle sinergie che ci possono portare a una riduzione sensibile dei costi strutturali. Ribadisco, lo impone la necessità di contenere i costi della Pubblica Amministrazione e di quella che continua ad accrescere un’incidenza su quello che è l’efficacia e l’efficienza della Pubblica Amministrazione stessa.
Sul nostro territorio dobbiamo prendere in grandissima considerazione la Provincia di Milano, la più importante d’Italia, che festeggia proprio quest’anno i suoi 150 anni di attività. Il suo cambiamento è una necessità per adeguarsi alle nuove funzioni e soprattutto per tener conto della trasformazione radicale del territorio, che è avvenuta in questi ultimi cinquant’anni.
Pertanto, sono convinto che la Provincia di Milano può essere la capofila di un’innovazione istituzionale improntata alla semplificazione e all’efficienza del governo di quelle aree vaste ed omogenee che sono necessarie con la costituzione della Città metropolitana.
È tempo di assumere una nuova politica sovracomunale, di dare un indirizzo istituzionale diverso al territorio e, in particolar modo, a quello della Provincia di Milano.
Mi rattrista pensare che si è perso un anno – data delle ultime elezioni – nel non decidere di realizzare qualcosa in direzione della Città metropolitana. Si poteva portare avanti la buona idea di una Commissione per concretizzare la Città metropolitana, rappresentata da quei quattro ex Sindaci di Milano (Tognoli, Borghini, Formentini e Albertini) che si erano resi disponibili ad affrontare questo tema. E chiedo a lei, Presidente, di colmare questo vuoto e di dare finalmente realizzazione a questa Commissione, che sia in grado di affrontare in modo determinato, urgente e improcrastinabile questo tema.
È evidente che un territorio frammentato in 139 Comuni rappresenta una complicazione nelle decisioni da prendere con immediatezza. Una Pubblica Amministrazione moderna, semplice ed efficace è un ottimo traguardo e non è più dilazionabile.
Si apre, quindi, il grande tema dell’assegnazione delle funzioni alla Città metropolitana e ai Comuni che vi appartengono, i temi urbanistici, i servizi intercomunali, i trasporti e le connessioni territoriali. Ma è proprio il bello di questa sfida, una sfida importante, una sfida istituzionale e tanto mai invocata come ora.
Secondo un sondaggio pubblicato da IlSole24Ore la quasi totalità delle Province italiane gode di oltre il 50 per cento della fiducia da parte dei propri cittadini. Ciononostante, queste Province oggi sono a grande rischio. I bilanci sono drammatici, con le spese necessariamente bloccate dai tagli imposti dalla Finanziaria e dal patto di stabilità. Nessuno vuole negare la necessità di ridurre al minimo i costi della politica, ma ogni operazione deve essere innanzitutto condivisa e deve puntare agli sprechi, senza impedire investimenti strategici e fondamentali per migliorare la vita dei cittadini.
Come aggiungerà il Capogruppo Quadrini e come già è stato evidenziato dal Consigliere Bettoni, voglio anch’io sottolineare la distanza che segna questo provvedimento tra le Autonomie locali e il Governo centrale. Per questo, ritengo che la nostra Assemblea debba essere concorde e unita per arrivare ad ottenere una manovra finanziaria più equa, sostenibile ed efficace, una manovra, cari Colleghi, che colga, una volta per tutte, la sfida per migliorare l’efficienza delle Istituzioni.
Grazie.

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